Guida – Rimborso spese dal cliente – un terreno pieno di trappole

Rimborsi spese nel regime forfettario: cosa devi sapere Molti forfettari pensano che i rimborsi spese non contino come reddito. Errore! Nel regime forfettario, qualsiasi somma incassata legata alla tua attività concorre a formare il reddito: taxi, treni, hotel, pasti, perfino le marche da bollo che acquisti per il cliente. L’unica eccezione riguarda le spese anticipate in nome e … Leggi tutto

Guida – Psicologia del Forfettario

La Sfida delle Entrate Discontinue Niente stipendio fisso. Incassi variabili. Maggiore importanza della gestione del flusso di cassa. Strumenti di Autodisciplina Conti correnti separati per tasse e spese. Budget mensili. Fondo di emergenza per periodi con meno lavoro. 📌 Il benessere di un forfettario non è solo numerico.Una consulenza può includere anche strumenti pratici di … Leggi tutto

Guida – Regime Forfettario e Altri Redditi

Lavoro Dipendente e Regime Forfettario Chi apre partita IVA in regime forfettario può avere contemporaneamente un contratto da dipendente. La criticità sta nella prevalenza dei redditi: Se il reddito da lavoro dipendente è superiore a quello da partita IVA, il forfettario non è ammesso (salvo che il contratto dipendente sia cessato). Se invece l’attività autonoma … Leggi tutto

Guide Partita IVA Operatore Olistico: guida completa 2025

Se svolgi trattamenti di benessere come massaggi olistici, tecniche energetiche, riflessologia o reiki, devi sapere che per lavorare legalmente in modo professionale è necessaria l’apertura della Partita IVA. Anche se operi come freelance o a domicilio, la normativa richiede una posizione fiscale attiva.

Quando è obbligatoria la Partita IVA per un operatore olistico?
La Partita IVA è obbligatoria quando l’attività viene svolta con abitualità, continuità e organizzazione, indipendentemente dal numero di clienti o dalla sede in cui lavori. Se ricevi compensi per i tuoi servizi, non puoi continuare a operare con la prestazione occasionale.

Qual è il codice ATECO corretto?
L’attività dell’operatore olistico viene generalmente classificata sotto il codice 96.09.09 – Altre attività di servizi alla persona nca. È un codice ampio che copre attività legate al benessere non medico, tra cui appunto i trattamenti olistici e naturali.

Si può scegliere il regime forfettario?
Sì, l’operatore olistico può accedere al regime forfettario se non supera gli 85.000 euro annui di ricavi e rispetta gli altri requisiti. Questo regime è ideale per chi lavora in proprio e prevede:

  • tassazione agevolata (5% per i primi anni, poi 15%),
  • esenzione IVA e ritenuta d’acconto,
  • contabilità semplificata.

Quale gestione INPS si applica?
Di solito, l’operatore olistico rientra nella Gestione Artigiani INPS, con il pagamento di contributi fissi trimestrali indipendenti dal reddito e, se superi una soglia di guadagno, anche una quota variabile. In alcuni casi, se l’attività ha caratteristiche diverse, si può valutare la Gestione Separata.

Ci sono altri adempimenti da rispettare?
Oltre alla Partita IVA, chi lavora come operatore olistico deve:

  • dotarsi di una PEC e del codice SDI per la fatturazione elettronica,
  • eventualmente presentare la SCIA al Comune se si apre uno studio,
  • considerare una copertura assicurativa RC professionale,
  • seguire formazione certificata presso scuole riconosciute per tutelare se stessi e i clienti.

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Ti guidiamo in ogni passaggio: apertura Partita IVA, regime fiscale, INPS e adempimenti locali.

Guide Partita IVA DJ: guida completa 2025

Se sei un DJ e svolgi serate, eventi o lavori come freelance per locali, festival o matrimoni, è importante sapere quando serve aprire la Partita IVA per regolarizzare la tua attività. Anche se non lavori ogni giorno, le prestazioni musicali rientrano tra quelle considerate professionali.

Quando serve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività di DJ viene svolta in modo abituale, anche se solo nei weekend o in occasioni specifiche. Se fatturi più volte l’anno o collabori con diversi clienti, non puoi usare la prestazione occasionale.

Qual è il codice ATECO da usare?
Il codice ATECO più adatto per l’attività di DJ è 90.02.09 – Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche. In alcuni casi si può valutare anche 90.01.09 – Altre rappresentazioni artistiche se il DJ produce performance originali.

Il regime forfettario è possibile?
Sì, la maggior parte dei DJ freelance può accedere al regime forfettario se non supera gli 85.000 euro annui di fatturato e rispetta le altre condizioni previste. Questo regime prevede:

  • tassazione agevolata (5% per le nuove attività, 15% ordinario),
  • nessun obbligo di IVA in fattura,
  • contabilità e adempimenti molto semplificati.

Che gestione INPS si applica?
Il DJ rientra generalmente nella Gestione Separata INPS, a meno che non abbia anche un’attività commerciale legata a vendita o noleggio di attrezzature. La Gestione Separata prevede contributi solo sui guadagni effettivi (nessun contributo fisso), con un’aliquota intorno al 26% nel 2025.

Ci sono altri obblighi da rispettare?
Sì, chi lavora come DJ freelance deve:

  • avere una PEC e un codice SDI per la fatturazione elettronica,
  • rispettare eventuali obblighi SIAE se utilizza musica protetta da diritti,
  • verificare con i Comuni se l’attività richiede SCIA o comunicazioni locali,
  • valutare l’assicurazione RC per eventi pubblici.

Vuoi aprire la Partita IVA come DJ in modo semplice e senza rischi?
Ti aiutiamo a configurare correttamente la tua attività musicale, scegliere il codice giusto e gestire tutti gli aspetti fiscali.

Guide Vendere con un e-commerce: cosa serve per essere in regola nel 2025?

Aprire un e-commerce è una delle strade più scelte da chi vuole iniziare a vendere online, ma non tutti sanno che anche in questo caso sono richiesti adempimenti precisi per essere in regola con il fisco e con la normativa italiana.

Serve la Partita IVA per vendere online?

Sì. Se intendi aprire un sito e-commerce per vendere prodotti (fisici o digitali), è obbligatorio avere una Partita IVA, anche se le vendite iniziali sono basse. La legge considera l’attività di vendita online come attività commerciale a tutti gli effetti, e questo comporta l’iscrizione alla Camera di Commercio, all’INPS commercianti e la presentazione della SCIA in Comune.

Cosa cambia rispetto a una vendita occasionale?

Anche una singola vendita fatta attraverso un sito e-commerce viene considerata un’attività organizzata e continuativa. Non è possibile vendere prodotti su Shopify, Woocommerce, Amazon o simili utilizzando la prestazione occasionale: quella si applica solo a servizi saltuari, non alla vendita di beni.

Quali adempimenti servono?

Per aprire correttamente un e-commerce devi:

  • Avere una Partita IVA attiva con codice ATECO corretto (es. 47.91.10),
  • Iscriverti alla Camera di Commercio come commerciante,
  • Iscriverti all’INPS gestione commercianti (contributi fissi e variabili),
  • Presentare, se necessario, la SCIA al Comune per comunicare l’inizio attività,
  • Adeguare il sito e-commerce con privacy policy, condizioni di vendita, P.IVA visibile, cookie policy e rispetto della normativa consumeristica.

Posso scegliere il regime forfettario?

Sì, nella maggior parte dei casi chi apre un e-commerce può accedere al regime forfettario, che prevede:

  • tassazione agevolata,
  • adempimenti semplificati,
  • nessun obbligo IVA,
  • coefficiente di redditività al 40%.

È una soluzione vantaggiosa per chi è agli inizi e non prevede investimenti importanti.

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Ti guidiamo passo passo con apertura della Partita IVA, iscrizioni necessarie e configurazione del tuo shop online in modo conforme e sicuro.

Guide Come aprire la Partita IVA nel 2025: guida chiara e aggiornata

Da dove iniziare? Scegli il tipo di attività

Prima ancora di compilare moduli o avviare pratiche, è importante capire come vuoi operare. Se svolgi un’attività di tipo intellettuale – come consulenze, marketing, creatività digitale o professioni sanitarie – rientri nella categoria dei liberi professionisti. Se invece offri servizi pratici o vendi prodotti (anche tramite e-commerce), potresti dover registrarti come ditta individuale.

Quali sono i passaggi per l’apertura?

Per i liberi professionisti, è necessario compilare il modello AA9/12, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La trasmissione può avvenire online, via PEC, in ufficio o tramite raccomandata.

Nel caso della ditta individuale, invece, la procedura prevede qualche passaggio in più: bisogna dotarsi di PEC e firma digitale, predisporre la pratica ComUnica, registrarsi presso la Camera di Commercio e – se richiesto – presentare la SCIA al Comune competente.

Attenzione alla scelta del regime fiscale

Uno degli aspetti più importanti riguarda la scelta del regime fiscale. Il regime forfettario è pensato per chi è agli inizi e cerca una gestione semplificata, con agevolazioni fiscali e meno adempimenti. Il regime ordinario, invece, è più articolato, ma può risultare conveniente per chi ha spese elevate da dedurre o una struttura più complessa.

Quanto tempo ci vuole?

In genere, se la documentazione è corretta e la procedura viene eseguita correttamente, è possibile ottenere la Partita IVA anche in pochi giorni. Tuttavia, è importante seguire ogni passaggio con attenzione per evitare errori o ritardi.

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Obbligo di fatturazione elettronica

Fatturazione elettronica per forfettari: al passo con la normativa italiana Negli ultimi anni, l’Italia ha introdotto una serie di innovazioni digitali per semplificare le procedure amministrative e migliorare l’efficienza del sistema fiscale. Uno di questi cambiamenti significativi riguarda l’obbligo di fatturazione elettronica, che coinvolge i professionisti e le ditte individuali operanti nel regime forfettario. L’obbligo … Leggi tutto