Guida – Forfettario e Crowdfunding

Crowdfunding e forfettario: cosa sapere prima di iniziare Negli ultimi anni sempre più creativi, artigiani e professionisti hanno scelto il crowdfunding per finanziare progetti, prodotti o idee. Tuttavia, molti ignorano che dietro i contributi ricevuti si cela un aspetto fiscale tutt’altro che secondario. La regola è semplice: se chi contribuisce riceve qualcosa in cambio (un libro, un … Leggi tutto

Guida – Forfettario e Criptovalute

Normativa Attuale Plusvalenze da vendita = redditi di capitale → tassati al 26%. Staking e rendite da DeFi = redditi diversi → anch’essi al 26%. Dichiarazione obbligatoria nel quadro RW. Crypto e Attività Professionale Se vieni pagato in Bitcoin o altre crypto, il valore va convertito in euro al momento dell’incasso e inserito tra i … Leggi tutto

Guida – Uscita dal regime forfettario

Superamento dei Limiti Fino a 100.000 € (entro il 25% in più dei limiti): il passaggio avviene dall’anno successivo. Oltre 100.000 €: il forfettario decade immediatamente e già dal mese successivo serve gestire IVA e contabilità ordinaria. Perdita dei Requisiti Si esce automaticamente dal regime se: Si apre una SRL o si diventa soci di … Leggi tutto

Guide Partita IVA Nutrizionista: guida completa 2025

Lavori come nutrizionista o hai terminato un percorso di studi in ambito nutrizionale? Se vuoi esercitare la professione in autonomia, ricevere pazienti o collaborare con strutture private, dovrai aprire la Partita IVA e metterti in regola dal punto di vista fiscale e sanitario.

Quando serve la Partita IVA per un nutrizionista?
Devi aprire la Partita IVA non appena inizi a svolgere attività in modo abituale e retribuito. Anche se visiti solo pochi pazienti a settimana o offri consulenze online, la legge considera questa una professione autonoma, per cui non è sufficiente la prestazione occasionale.

Qual è il codice ATECO corretto?
Il codice ATECO corretto per chi svolge attività di nutrizionista è 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti. È lo stesso usato anche da dietisti e altre figure non mediche che operano nel settore della salute e del benessere.

Posso accedere al regime forfettario?
Sì, se rispetti i requisiti (fatturato annuo sotto gli 85.000 euro, nessuna partecipazione in SRL, ecc.), puoi optare per il regime forfettario. Questo regime ti permette:

  • tassazione al 5% o 15%,
  • esenzione IVA sulle fatture,
  • semplificazioni contabili e burocratiche.

È una soluzione particolarmente indicata per i nutrizionisti che iniziano in autonomia.

Quale gestione INPS è prevista?
Il nutrizionista con Partita IVA viene inquadrato nella Gestione Separata INPS, con contributi calcolati solo sul reddito effettivo (nessun minimo fisso), pari a circa il 26% nel 2025.

Altri obblighi da rispettare?
Per esercitare regolarmente come nutrizionista, oltre alla Partita IVA, dovrai:

  • iscriverti a un Ordine o elenco professionale se previsto per la tua qualifica (es. dietisti, biologi, ecc.),
  • attivare una PEC e ricevere un codice SDI per la fatturazione elettronica,
  • presentare la SCIA sanitaria al Comune se apri uno studio fisico,
  • valutare un’assicurazione professionale per la tutela legale e civile.

Vuoi iniziare a esercitare come nutrizionista freelance in modo sicuro e regolare?
Ti aiutiamo noi: apertura della Partita IVA, scelta del regime fiscale e gestione di tutti gli obblighi normativi.

Guide Partita IVA Cuoco a Domicilio: guida completa 2025

Lavorare come cuoco a domicilio è una professione sempre più richiesta, soprattutto per eventi privati, cene esclusive o catering in piccoli contesti. Se svolgi questa attività in modo continuativo e su richiesta di più clienti, è necessario aprire la Partita IVA per essere in regola con il fisco e la normativa sanitaria.

Quando è necessario avere la Partita IVA?

Non appena l’attività di cuoco a domicilio diventa professionale e abituale, serve la Partita IVA. Anche se cucini direttamente a casa dei clienti o per eventi occasionali, la legge considera questo un lavoro autonomo, non una semplice prestazione saltuaria.

La prestazione occasionale non è sufficiente in questo caso, anche se lavori solo su prenotazione.

Qual è il codice ATECO corretto?

L’attività di cuoco a domicilio rientra generalmente nel codice ATECO 96.09.09 – Altre attività di servizi alla persona n.c.a., ma in base ai servizi offerti e all’impostazione del lavoro, si può valutare anche il codice 56.21.00 – Catering per eventi.

È importante scegliere con attenzione perché il codice ATECO influenza la tua posizione fiscale e previdenziale.

È compatibile con il regime forfettario?

Sì, il lavoro di cuoco a domicilio può rientrare nel regime forfettario, a patto che tu non superi 85.000 euro annui di fatturato e rispetti gli altri requisiti.

Il forfettario ti permette:

  • tassazione agevolata (5% o 15%),
  • niente IVA né ritenute,
  • contabilità semplice,
  • pochi adempimenti burocratici.

Un’ottima soluzione per chi avvia questa attività da solo, magari a tempo parziale o nei weekend.

Che tipo di iscrizione INPS serve?

Se operi in autonomia come persona fisica, dovrai iscriverti alla Gestione Commercianti o Artigiani INPS, versando i contributi fissi e una quota variabile se superi una certa soglia di reddito.

A seconda della modalità in cui svolgi l’attività (servizio a domicilio, preparazione in laboratorio, ecc.), potrebbe essere richiesta anche l’iscrizione alla Camera di Commercio e una SCIA sanitaria da presentare al Comune.

Ci sono obblighi aggiuntivi?

Sì, oltre alla Partita IVA è importante:

  • rispettare le normative igienico-sanitarie,
  • dotarsi di HACCP aggiornato,
  • valutare la copertura assicurativa per responsabilità civile,
  • emettere fattura elettronica con codice SDI,
  • aprire una PEC professionale.

Vuoi lavorare come cuoco a domicilio ma non sai come iniziare?

Ti aiutiamo ad aprire la Partita IVA corretta, a scegliere il codice ATECO più adatto e a gestire tutti gli adempimenti fiscali e sanitari.

Guide Iscrizione Inarcassa: guida completa 2025

Se sei un architetto o un ingegnere libero professionista, una delle prime domande che potresti porti è: devo iscrivermi a Inarcassa? La risposta dipende da vari fattori, ma conoscere bene le regole è fondamentale per evitare errori e sanzioni.

Chi deve iscriversi a Inarcassa?

Devono iscriversi a Inarcassa tutti i professionisti che:

  • sono iscritti all’Albo degli Architetti o degli Ingegneri,
  • esercitano attività autonoma in via esclusiva (cioè non lavorano come dipendenti o non sono soci di SRL commerciali),
  • hanno una Partita IVA attiva per l’esercizio della professione.

Se svolgi l’attività in forma associata o come studio professionale, vale lo stesso obbligo. In caso di attività non esclusiva, può invece scattare l’obbligo verso la Gestione Separata INPS.

Quando va fatta l’iscrizione?

L’iscrizione a Inarcassa deve avvenire entro 30 giorni dall’apertura della Partita IVA, anche se non hai ancora raggiunto un reddito minimo o non hai emesso fatture. In alternativa, se non sei obbligato a iscriverti subito, puoi comunque richiedere il riconoscimento della deroga (cioè una sospensione temporanea dell’obbligo contributivo).

Quali sono i contributi previsti?

Inarcassa prevede tre tipi di contributi principali:

  • Soggettivo: calcolato in percentuale sul reddito netto,
  • Integrativo: calcolato in percentuale sul volume d’affari (applicato in fattura),
  • Fisso minimo annuale, dovuto anche in assenza di reddito, salvo in caso di deroga.

Ci sono anche agevolazioni per i giovani professionisti, come riduzioni temporanee dei contributi minimi e piani di rateizzazione più flessibili.

Posso evitare l’iscrizione?

Solo in alcuni casi specifici, come se svolgi l’attività in forma non esclusiva o se sei contemporaneamente dipendente con obbligo previdenziale. Tuttavia, è obbligatorio comunicare comunque la propria posizione a Inarcassa, per evitare contestazioni.

Sei un architetto o ingegnere e non sai se devi iscriverti a Inarcassa?

Ti aiutiamo a valutare la tua posizione, gestire la pratica di iscrizione e ottenere eventuali agevolazioni previste per i nuovi iscritti.

Addio certificazione unica per forfettari nel 2024

In particolare, il Decreto Semplificazioni Fiscali, teso a razionalizzare e semplificare le norme relative agli adempimenti tributari, come comunicato attraverso il sito istituzionale del governo, abolirà la “Certificazione Unica relativa ai soggetti forfettari e ai soggetti in regime fiscale di vantaggio”. Esaminiamo da vicino questa novità. Certificazione unica forfettari dal 2024: le nuove norme L’articolo … Leggi tutto

Guida completa al concordato preventivo biennale

Adesione sperimentale al concordato preventivo biennale A questa data, essi avranno già una conoscenza quasi completa del reddito realizzato nel 2024, quello soggetto all’accordo. Questa nuova modalità consente ai forfettari di confrontare il reddito “proposto” dall’amministrazione con un reddito praticamente certo, già formato. Chiaramente sono esclusi coloro che hanno iniziato l’attività nell’anno precedente, ovvero chi … Leggi tutto

Autofattura elettronica: cos’è e come funziona

Dal 1 luglio 2022 è scattata l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche per i forfettari. Sono ancora vigenti per alcune deroghe per alcuni tipi di contribuenti in regime forfettario ma è importante attrezzarsi per tempo in vista del 1 gennaio 2024. Cos’è esattamente e a cosa serve l’autofattura elettronica? Nel contesto del regime forfettario, che … Leggi tutto