Guide

Iperammortamento 2026: Come Funziona la Maxi Deduzione Fiscale per gli Investimenti delle Imprese

L’iperammortamento 2026 è un’agevolazione fiscale pensata per incentivare gli investimenti in beni strumentali nuovi, con un impatto diretto sulla riduzione delle imposte sul reddito. In questo articolo trovi una spiegazione chiara di come funziona, chi può beneficiarne, quali sono le aliquote previste e come si applica concretamente in dichiarazione dei redditi, senza aggiunte o interpretazioni.

Cos’è l’iperammortamento 2026 e come funziona

L’iperammortamento 2026 consente alle imprese di dedurre dal reddito imponibile un importo superiore al costo effettivamente sostenuto per l’acquisto di determinati beni. 

Il bene viene iscritto in contabilità al costo reale, mentre solo ai fini fiscali il costo viene maggiorato. Questa maggiorazione incrementa le quote deducibili nel tempo e riduce l’imposta dovuta.

L’obiettivo dell’iperammortamento è favorire investimenti in beni strumentali nuovi, nella digitalizzazione, nella produttività e nell’efficientamento energetico e nella sostenibilità. 

I beni devono essere destinati a strutture produttive situate nel territorio italiano.

 

Aliquote e maggiorazioni dell’iperammortamento 2026

La maggiorazione dell’iperammortamento varia in base all’importo dell’investimento e all’impatto energetico. 

Fascia di investimento

Aliquota standard

Aliquota “green”

Fino a 2,5 mln €

180%

220%

Da 2,5 a 10 mln €

100%

140%

Da 10 a 20 mln €

50%

90%

 

Nota importante: L’iperammortamento non è un credito d’imposta, ma una maxi deduzione che agisce direttamente sull’imponibile ed è gestita in dichiarazione dei redditi.

 

Soggetti ammessi ed esclusi

Possono accedere all’iperammortamento 2026 tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica o dalla dimensione aziendale. 

Rientrano quindi società di capitali, società di persone, imprese individuali in contabilità ordinaria, cooperative ed enti commerciali.

Sono invece esclusi i professionisti, i lavoratori autonomi e i soggetti che applicano il regime forfettario.

 

Tempistiche e condizioni per accedere all’agevolazione

L’agevolazione spetta a condizione che l’ordine di vendita o di acquisto sia accettato entro il 31 dicembre 2026 e che, entro la stessa data, venga versato un acconto minimo pari al 20% del costo. 

L’investimento deve essere completato entro il 30 giugno 2027, con consegna del bene e messa in funzione, non essendo sufficiente il solo ordine.

 

Adempimenti dell’acquirente e del venditore

L’acquirente del bene deve verificare che il bene rientri tra quelli agevolabili, procedere con l’ordine e il versamento dell’acconto minimo, curare installazione e collaudo e ottenere una perizia asseverata o una dichiarazione del produttore che attesti l’agevolabilità del bene, informazione generalmente riportata in fattura. 

È inoltre obbligatoria la comunicazione al GSE, da effettuare in via telematica tramite una piattaforma dedicata, utilizzando modelli standardizzati relativi agli investimenti agevolabili. 

La maggiore deduzione viene poi applicata in dichiarazione dei redditi.

Il venditore del bene non beneficia dell’iperammortamento, ma ha il compito di fornire fatture dettagliate, schede tecniche, dichiarazioni sui requisiti e supporto nelle fasi di collaudo e interconnessione.

 

Iperammortamento e altre agevolazioni

L’iperammortamento 2026 non è cumulabile con il credito d’imposta 4.0 sullo stesso investimento. Se un bene beneficia del credito 4.0, non può usufruire anche dell’iperammortamento.

È invece possibile la cumulabilità con altri aiuti, a condizione che non agevolino la stessa quota di costo e che il totale dei benefici non superi il costo sostenuto. In questo caso, la base di calcolo dell’iperammortamento si riduce dell’importo già agevolato.

 

Esempio pratico di iperammortamento 2026

Un’impresa acquista nel 2026 un macchinario agevolabile al costo di 100.000 euro, con un’aliquota di ammortamento ordinaria del 10%, una maggiorazione iperammortamento del 180% e un’aliquota IRES del 24%.


In bilancio il bene rimane iscritto al costo reale e l’ammortamento civilistico annuo è pari a 10.000 euro. Ai soli fini fiscali il costo viene maggiorato a 180.000 euro. La quota totale di maggiorazione deducibile è quindi pari a 80.000 euro.

Ogni anno, in dichiarazione dei redditi, viene effettuata una variazione in diminuzione pari alla differenza tra la quota annua di maggiorazione deducibile e l’ammortamento civilistico, con un risparmio fiscale annuo di 1.920 euro. Il risparmio fiscale complessivo a fine ammortamento è pari a 19.200 euro. 

In pratica, a fronte di un bene pagato 100.000 €, l’impresa ottiene un risparmio fiscale complessivo di 19.200 €, distribuito negli anni di ammortamento.

 

Se stai valutando un investimento e vuoi capire se rientra nell’iperammortamento 2026, confrontati con un consulente prima di procedere con ordine e acconto.

FAQ – Domande frequenti

  1. L’iperammortamento 2026 è un credito d’imposta?
    No, si tratta di una maxi deduzione che riduce l’imponibile fiscale e agisce esclusivamente in dichiarazione dei redditi.

  2. Chi è escluso dall’iperammortamento 2026?
    Sono esclusi i professionisti, i lavoratori autonomi e i soggetti che applicano il regime forfettario.

  3. È possibile cumulare iperammortamento e credito d’imposta 4.0?
    No, le due agevolazioni non sono cumulabili sullo stesso investimento.

Conclusione

L’iperammortamento 2026 è uno strumento fiscale che consente alle imprese di ridurre il carico fiscale attraverso una maggiore deduzione del costo dei beni strumentali nuovi. 

Il meccanismo opera solo ai fini fiscali, richiede il rispetto di precise tempistiche e adempimenti e va gestito correttamente in dichiarazione dei redditi.

 

Vuoi sapere se il tuo investimento può beneficiare dell’iperammortamento 2026? Contattaci per una verifica puntuale e una gestione corretta dell’agevolazione. 

Guide Correlate

Guida completa al concordato preventivo biennale

Adesione sperimentale al concordato preventivo biennale A questa data, essi avranno già una conoscenza quasi completa del reddito realizzato nel 2024, quello soggetto all’accordo. Questa nuova modalità consente ai forfettari di confrontare il reddito “proposto” dall’amministrazione con un reddito praticamente certo, già formato. Chiaramente sono esclusi coloro che hanno iniziato

Leggi la guida

Regime forfettario 2024: cosa cambia con la fattura elettronica forfettari

Fattura elettronica forfettari 2024 L’evoluzione verso la digitalizzazione continua nel settore della gestione delle fatture, e dopo l’implementazione del 1 luglio 2022, si presenta una nuova disposizione per i professionisti con regime forfettario: l’obbligo della fatturazione elettronica si estende a (quasi) tutti. Durante l’estate del 2022, soltanto coloro che avevano

Leggi la guida

Sanzione invio tardivo fattura elettronica: come risolvere!

Sanzione invio tardivo fattura elettronica L’introduzione del regime forfettario in Italia ha offerto una soluzione semplificata per molte piccole imprese e professionisti, consentendo loro di semplificare la gestione fiscale e amministrativa. Tuttavia, il regime forfettario non esclude l’obbligo di rispettare le regole relative alla fatturazione elettronica, e le sanzioni per

Leggi la guida