Guide

ISA 2025: Guida Completa alle Verifiche Prima Dell’Invio della Dichiarazione dei Redditi

Con l’avvicinarsi della scadenza del 31 ottobre è il momento di concentrarsi sugli ISA, gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale. L’obiettivo è verificare che i dati inseriti nella dichiarazione dei redditi siano aggiornati e corretti, così da non alterare il punteggio di affidabilità e da prevenire problemi nella fase di trasmissione.

ISA 2025 e scadenza: cosa controllare prima dell’invio

Da quest’anno sono operativi i nuovi codici Ateco 2025 che sostituiscono quelli precedenti. 

È necessario verificare la corretta applicazione della tavola di raccordo tra la classificazione del 2007 e quella del 2025, perché le corrispondenze non sono sempre identiche. 

Chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale relativo al 2024–2025 deve comunque presentare il modello ISA. 

In questa situazione gli indici non incidono sul calcolo del punteggio, ma il modello resta obbligatorio a fini statistici e richiede lo scarico e l’utilizzo dei dati precalcolati dal cassetto fiscale.

Nota importante: se il modello ISA risulta diverso rispetto all’anno precedente a causa, ad esempio, del cambio di codice Ateco, può essere proposto un ISA residuale che fa perdere la storicità dei dati. 

È fondamentale accertarsi che il modello applicato sia quello corretto.

Dati precalcolati, alert “***C” e modello corretto

Lo scarico dei dati precalcolati è un passaggio centrale. 

In presenza di anomalie, il sistema genera un alert bloccante identificato con il codice “***C”. 

Un cambiamento del modello, collegato per esempio al nuovo Ateco, può determinare la proposta automatica di un ISA residuale invece di quello specifico, con effetti sulla continuità storica delle informazioni. 

Per evitare blocchi e incoerenze conviene controllare con attenzione l’allineamento tra dati precalcolati e modello selezionato.

 Quadri A, F e H: perché la compilazione influenza il punteggio

I dati extracontabili, a partire dal quadro A, richiedono una cura particolare. 

La corretta indicazione degli addetti all’impresa, tra dipendenti e collaboratori, incide su indicatori come ricavi, valore aggiunto e reddito e può orientare il risultato finale. 

Anche i quadri F, per le imprese, e H, per i professionisti, meritano una revisione attenta, soprattutto nei righi che riportano la dicitura “di cui”, che impongono una compilazione precisa. 

Oneri residuali di gestione, compensi agli amministratori soci e valore dei leasing sono voci che, se riportate in modo non corretto, generano indicatori di anomalia capaci di compromettere il giudizio di affidabilità.

STP e ISA 2024: obbligo di presentazione a fini statistici

Le Società tra Professionisti attive in ambiti come ingegneria, attività legali, servizi di commercialisti o consulenti del lavoro, architettura e servizi veterinari rimangono escluse dagli ISA per il 2024. 

Nonostante l’esclusione, è comunque necessario compilare e presentare il modello affinché l’Agenzia delle Entrate possa raccogliere i dati utili alla costruzione di un modello specifico nei prossimi anni.

ISA 2025: checklist finale per un invio senza errori

Con la scadenza del 31 ottobre alle porte conviene raccogliere per tempo le informazioni necessarie, coordinarsi con eventuali consulenti esterni quando più soggetti partecipano alla compilazione e dedicare un controllo finale alla coerenza di quanto trasmesso. 

Un’attenzione preventiva consente di evitare errori, blocchi e anomalie e rende più semplice la gestione fiscale che seguirà all’invio.

Se desideri un supporto operativo nelle ultime verifiche sugli ISA, possiamo assisterti nello scarico dei dati precalcolati, nel controllo dei quadri interessati e nella gestione della trasmissione.

 

Un controllo accurato oggi sugli ISA consente un invio sereno domani, riducendo il rischio di anomalie e garantendo una dichiarazione coerente e puntuale.

 

FAQ

  1.     Gli ISA vanno presentati anche con il Concordato Preventivo Biennale 2024–2025?
    Sì, il modello ISA va presentato comunque a fini statistici e richiede lo scarico e l’utilizzo dei dati precalcolati.


  2.     Cosa significa l’alert bloccante con codice “*C”?
    Indica la presenza di anomalie nei dati precalcolati o nella scelta del modello, con la possibilità che sia stato proposto un ISA residuale non coerente con l’attività.


  3.     Perché i nuovi codici Ateco 2025 sono rilevanti?
    Perché la corrispondenza tra i codici 2007 e i codici 2025 non è sempre perfetta; un raccordo errato può modificare il modello applicato e incidere sulla storicità dei dati.



Dedica un po’ di tempo alle ultime verifiche sugli ISA, con attenzione ai codici Ateco 2025, ai dati precalcolati e all’eventuale alert “***C”, ai quadri A, F e H e alle specificità delle STP. 

E’ il modo più efficace per evitare errori e garantire un invio ordinato entro la scadenza del 31 ottobre.

 

I nostri commercialisti sono a disposizione per accompagnarti fino all’invio: dal controllo dei dati alla compilazione del modello, fino alla trasmissione puntuale della dichiarazione.

Guide Correlate

Guide INPS e Partita IVA: guida completa ai contributi 2025

Quando apri una Partita IVA, uno degli aspetti più importanti da considerare è la gestione dei contributi INPS. Essere in regola con il sistema previdenziale è fondamentale per evitare sanzioni, ma anche per maturare pensione, copertura sanitaria e altre tutele sociali. A quale gestione INPS si viene iscritti? Dipende dal

Leggi la guida

Guide Gestione Separata INPS per Liberi Professionisti: guida 2025

Se sei un libero professionista senza cassa di previdenza dedicata (come Inarcassa o ENPAP), sarai automaticamente iscritto alla Gestione Separata INPS. È il fondo previdenziale pensato per chi lavora in autonomia, ma non appartiene a un ordine o albo professionale con cassa propria. Chi deve iscriversi alla Gestione Separata? Devono

Leggi la guida

Guide Posso aprire la Partita IVA se sono già dipendente?

Sì, in Italia è possibile avere contemporaneamente un lavoro da dipendente e una Partita IVA. È una situazione sempre più comune tra chi vuole avviare un’attività autonoma senza lasciare subito il proprio impiego, oppure tra chi svolge lavori freelance o consulenze extra. Tuttavia, bisogna fare attenzione ad alcuni aspetti fiscali,

Leggi la guida